Un tour nel Vulture

Osvaldo Bevilacqua ci conduce alla scoperta delle bellezze del Vulture muovendosi lungo un itinerario tra i comuni di Venosa, Melfi e Rionero in Vulture. Tanti i monumenti e le attrattive, come il castello aragonese, la scenografica incompiuta, le catacombe ebraiche, il parco paleontologico di Notarchirico, il castello normanno svevo.

La città nella roccia

Esiste una Matera "di sopra" (il Piano), esiste anche una città "di sotto", quella invisibile, ipogea, labirintica. Raccontare la natura dell'intera città, è anche non dimenticare che essa si è sviluppata mediante un’originale "architettura in negativo": si scava per ottenere spazi e, al tempo stesso, per aver il materiale per nuove costruzioni.

Tra due mari

Insieme raggiungono appena 70 chilometri di costa, una distanza divisa quasi equamente tra Ionio e Tirreno. Placida pianeggiante, sconfinata e aperta, un tempo approdo della Magna Grecia, la costa Ionica entra in forte contrasto naturale con quella Tirrenica, più misteriosa, frastagliata e monumentale.

Terra di risorse e di energie

È da tempi antichissimi che nella Val d'Agri, una sorgente naturale d'acqua e idrocarburi scorre incessantemente e nella quale ci si può imbattere passeggiando vicino Tramutola. Ed è sempre la Val d'Agri la protagonista di un devastante terremoto, che nel 1857 provoca almeno 11mila morti.

Terra antica, terra moderna

Dalla storica visita di Giuseppe Zanardelli, primo Presidente del Consiglio a visitare la Basilicata agli inizi del Novecento, al confino di Carlo Levi. Fino alla riforma agraria degli anni Cinquanta che non impedirà però lo spopolamento delle campagne. Un fenomeno che non accenna ad arrestarsi, anche se oggi c’è chi è rimasto a lavorare la terra in moderne aziende agricole.

Le radici di una società

Un popolo di contadini che, afflitto anche da uno Stato ostile, vive una sua particolare civiltà, intrisa di magia e di riti arcaici. Questa è in buona parte l’immagine della Basilicata tramandataci da intellettuali, antropologi e ricercatori, dal secondo dopoguerra fino agli anni del boom economico. Viaggio nelle tradizioni popolari della gente di quei tempi.

L’anima greca

A Metaponto e Policoro, storia, leggenda e natura si fondono e comunicano attraverso resti di antichissime civiltà. Questi resti hanno resistito a tutto, guerre, alluvioni, saccheggi e sono ancora lì a testimoniare di quel periodo grandioso durante il quale i Greci giunsero sulle sponde della Campania, Calabria, Puglia e Basilicata dando vita alla Magna Grecia.

Arte nascosta, natura manifesta

Reperti che risalgono addirittura all’età preistorica dal Pleistocene al Mesolitico: ossa e zanne di elefante di 500.000 anni fa o i dipinti di animali, di 10.000 anni fa, ritrovati vicino a Filiano. Dipinti paleocristiani e medievali, racchiusi inizialmente dai monaci bizantini e benedettini nelle chiese scavate nelle grotte, dai Sassi di Matera fino a Melfi.

Natura regale

Un’escursione nella zona nord della Basilicata: natura rigogliosa, antiche vie romane, palazzi, castelli medievali. Un vulcano spento, il Vulture, sovrasta il corso del fiume Ofanto dominando le valli e i laghi circostanti che hanno visto le gesta dei sovrani della dinastia normanno-sveva, su tutti Federico II “stupore del mondo”.

Matera, Patrimonio dell’umanità

La parabola della città dei sassi: da vergogna nazionale all’incoronamento Unesco del 1993. In continua crescita al punto di essere eletta Capitale europea della cultura 2019. Massimiliano Burgi, della Fondazione Matera-Basilicata 2019, illustra le varie tappe di avvicinamento al 2019, tra cui: progetti, idee, visioni.