Terra antica, terra moderna

Dalla storica visita di Giuseppe Zanardelli, primo Presidente del Consiglio a visitare la Basilicata agli inizi del Novecento, al confino di Carlo Levi. Fino alla riforma agraria degli anni Cinquanta che non impedirà però lo spopolamento delle campagne. Un fenomeno che non accenna ad arrestarsi, anche se oggi c’è chi è rimasto a lavorare la terra in moderne aziende agricole.

Le radici di una società

Un popolo di contadini che, afflitto anche da uno Stato ostile, vive una sua particolare civiltà, intrisa di magia e di riti arcaici. Questa è in buona parte l’immagine della Basilicata tramandataci da intellettuali, antropologi e ricercatori, dal secondo dopoguerra fino agli anni del boom economico. Viaggio nelle tradizioni popolari della gente di quei tempi.

L’anima greca

A Metaponto e Policoro, storia, leggenda e natura si fondono e comunicano attraverso resti di antichissime civiltà. Questi resti hanno resistito a tutto, guerre, alluvioni, saccheggi e sono ancora lì a testimoniare di quel periodo grandioso durante il quale i Greci giunsero sulle sponde della Campania, Calabria, Puglia e Basilicata dando vita alla Magna Grecia.

Arte nascosta, natura manifesta

Reperti che risalgono addirittura all’età preistorica dal Pleistocene al Mesolitico: ossa e zanne di elefante di 500.000 anni fa o i dipinti di animali, di 10.000 anni fa, ritrovati vicino a Filiano. Dipinti paleocristiani e medievali, racchiusi inizialmente dai monaci bizantini e benedettini nelle chiese scavate nelle grotte, dai Sassi di Matera fino a Melfi.

Natura regale

Un’escursione nella zona nord della Basilicata: natura rigogliosa, antiche vie romane, palazzi, castelli medievali. Un vulcano spento, il Vulture, sovrasta il corso del fiume Ofanto dominando le valli e i laghi circostanti che hanno visto le gesta dei sovrani della dinastia normanno-sveva, su tutti Federico II “stupore del mondo”.